Il Sole e la Pelle dei Nostri Bambini: Ecco Come Proteggerla

Pubblicato da Graziella Tortorelli - 24 maggio , 2010  |  6 Commenti

bambini e soleIL SOLE AMICO – NEMICO

Il sole ha risvolti positivi sulla nostra vita, migliora l’umore e promuove la formazione della vitamina D. Quest’ultimo aspetto risulta di particolare importanza per i bambini “in crescita”, poichè la vitamina D è coinvolta nei meccanismi di assorbimento del calcio dagli alimenti e favorisce la calcificazione e la formazione di nuovo tessuto osseo.

I raggi ultravioletti emanati dal sole, quindi fanno bene anche ai piccoli, a patto di usare le dovute precauzioni (soprattutto in seguito all’assottigliamento dello strato di ozono!).

Infatti, la melanina (che è prodotta da cellule cutanee chiamate melanociti), agisce come “filtro solare naturale”, in quanto assorbe una parte dei raggi ultravioletti dannosi, impedendone l’arrivo alle cellule cutanee interne (in particolare gli UVB).

Nel bambino (rispetto all’adulto) i melanociti sono “immaturi” e, di conseguenza, anche la capacità di produrre melanina è ridotta. La pelle dei piccoli, in particolare da 0 a 3 anni, è facilmente esposta ad alti rischi di insolazione e di assorbimento di raggi ultravioletti estremamente pericolosi, poichè degenerativi sulle cellule e sulle strutture cutanee in generale.

La pelle del bambino, inoltre, non dispone di tutti i sistemi di rigenerazione cellulare delle strutture danneggiate dai raggi ultravioletti tipici dell’età più “matura”.

Non sono nemmeno completamente attivi i meccanismi di difesa immunitaria cutanei utili nella riparazione dei danni da sole; questo perchè, le cellule cutanee non hanno ancora sviluppato una “memoria” per difendersi dal sole.

Infatti, per i bambini di età inferiore a un anno di sole diretto sulla pelle non se dovrebbe neppure parlare!.

Per preparare la pelle al sole, in particolare al di sotto dei 3 anni, è sempre opportuno attenersi a comportamenti sicuri, ponendo una grande attenzione al sole. Rispettare i tempi dei naurali processi fisiologici di difesa è fondamentale soprattutto per la prima esposizione dopo il periodo invernale, durante la quale i meccanismi di difesa dal sole sono rimasti “a riposo”.

Per abituare la pelle ai raggi solari occorre esporla gradualmente, seguendo la personale natura e sensibilità cutanea. Nei primi giorni sono sufficienti pochi minuti con un’adeguata protezione. Poi, quando la melanina neoformata inizia a comparire (solo a distanza di 72 ore dalla prima esposizione), si possono allungare i tempi di permanenza.

La pelle “ringrazierà” delle attenzioni, sia a breve termine, non presentando scottature ed eritema solare, sia a lungo termine. Infatti, i processi di invecchiamento cellulare cutaneo sono fortemente accelerati dall’eccesso di radiazioni ultraviolette, perciò sulla pelle ben protetta ed esposta al sole con “buon senso” comparirà un minor numero di rughe e, negli anni, queste saranno meno profonde.

Si avranno anche una quantità inferiore di “macchie” e una probabilità ridotta di sviluppare un melanoma (tumore maligno della pelle). L’80% dei tumori della pelle, infatti, è legata proprio a scottature solari prese da piccoli. La pelle ha una “memoria del danno”. E le conseguenze si pagano anche dopo 30 o 40 anni!. 

 

IL FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE E LA SUA INTERPRETAZIONE

Il fattore di protezione solare è un numero che esprime la capacità protettiva di un cosmetico nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo UVB, responsabili della comparsa dell’eritema solare.

Si deve sempre tenere presente che, mentre il fattore di protezione si calcola in locali appositamente allestiti con lampade a emissione di raggi ultravioletti con una precisa energia e lunghezza d’onda, la situazione che si verifica all’esterno, sotto i raggi solari naturali, è totalmente differente.

Nella maggior parte dei casi, la protezione effettiva del cosmetico è inferiore a quella riporatata in etichetta. Tra le variabili da considerare, quelle che incidono maggiormente sono l’ora del giorno, la latitudine e le caratteristiche ambientali (per esempio, la superficie riflettente incide molto – infatti anche la sabbia riflette il sole, ed è per questo che anche sotto l’ombrellone ci si abbronza lo stesso!).

Esistono inoltre variabili individuali non irrilevanti, come la quantità di crema applicata sulla superficie cutanea, la perdità di prodotto in seguito a sudorazione, l’assorbimento cutaneo ed eventuali bagni o docce.

 

LE CREME SOLARI PER IL BAMBINO

Per la scelta del cosmetico solare è opportuno puntare sulla qualità, in tutti i sensi. I prodotti da privilegiare sono quelli a protezione totale, meglio se costituiti da emulsioni di tipo A/O, garantiti dal punto di vista dermatologico e sui quali sono stati eseguiti seri studi clinici.

E’ bene ricordarcelo: i cosmetici solari non sono tutti uguali!. Oltre a differenziarsi per il prezzo, la confezione e la marca, sono completamente diversi in base alla composizione chimica.

In alcuni prodotti di scarsa qualità sono presenti filtri chimici con risvolti addirittura dannosi: possono infatti facilitare la comparsa di eritemi (davvero il colmo!). Certi cosmetici solari, liberamente venduti e ampiamente utilizzati in Italia, in Paesi più restrittivi come il Giappone non potrebbero nemmeno varcarne il confine!.

E quindi davvero molto importante investire in una valida crema solare e cercare di evitare quelle con ingredienti potenzialmente dannosi. Un’ottimo sito dove puoi trovare delle creme solari veramente “naturali” (e tantissimi altri prodotti pei i nostri bambini), è http://www.ipiccolissimi.it/root/catalogo.php?tipologia=1&idMacro=52.

Ci sono tantissimi altri accorgimenti che dovresti adottare per tutelare al massimo la pelle di tuo figlio sotto il sole (cappellino ampio, occhiali con lenti scure, far bere molto il bambino nel corso della giornata, un’eventuale maglietta bianca quando gioca in riva al mare, ecc…), ma sicuramente l’esempio di noi genitori, non può che essere un ottimo incentivo per godere del sole in tutta sicurezza! ;)

 

Fonte articolo: la maggior parte dell’articolo è stato tratto dal libro “La Pelle del Bambino” di Giulia Penazzi. Un valido testo, molto pratico, dedicato interamente alla cura della pelle del bambino da 0 a 12 anni. Trovi tante indicazioni (schede pratiche, ricette, ecc..) di grande aiuto, divise in base all’età e quindi alle diverse necessità del bambino, per costruire la base ideale affinchè tuo figlio cresca sano ed equilibrato.  

Al benessere del tuo bambino,

Graziella

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