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Aiuto! il Mio Bambino è Podalico: Come Farlo Girare con Metodi Naturali

articolo pubblicato da il febbraio 10, 2015

bambino podalico

Perché il bambino si mette in questa posizione e come aiutarlo a trovare quella migliore per nascere con i metodi naturali.

Si parla di presentazione podalica quando la testa il bambino, invece di essere rivolta verso il bacino della mamma, si trova a livello del fondo dell’utero, verso il torace.

Questa situazione è tanto più frequente quanto più si è lontani dalla data presunta del parto, arrivando a un’incidenza del 7% a 38 settimane.

Ad oggi, nella maggioranza dei Paesi industrializzati per un bambino che si presenta ancora podalico a termine di gravidanza viene programmata la nascita tramite taglio cesareo, dimostrati i minori rischi per il bambino rispetto alla nascita per via vaginale. In alcuni Paesi, invece, l’insegnamento alle ostetriche sull’assistenza al parto podalico è stata mantenuta, permettendo alle mamme di partorire in sicurezza e garantendo la salute ai loro neonati.

In Italia quindi, per evitare di dover ricorrere un taglio cesareo, che ricordiamo essere un intervento chirurgico che presenta dei rischi che il parto vaginale non ha, si cerca di far posizionare il bambino nel modo corretto, cioè cefalico.

Ma perché, se madre natura ha voluto che i bimbi nascessero prima con la testa, alcuni pensano bene di mettersi al contrario?

I motivi fisici possono riguardare la mamma (aver già fatto un cesareo, scarso movimento in gravidanza, difficoltà a rilassare i muscoli del corpo) o bambino e l’utero (poco movimento nell’utero, cordone ombelicale molto corto, poco o troppo liquido amniotico).

Oltre a queste cause oggettivabili, ce ne possono essere altre, più difficili forse da cogliere ma altrettanto importanti e a differenza delle cause fisiche… modificabili.

A volte il bambino può voler comunicare alla mamma e al papà di avere bisogno di maggiore attenzione e comunicazione da parte loro, o di essere spaventato da qualche situazione esterna che disturba la madre, o vuole ricercare un contatto ancora più intimo con lei, stando vicino al suo cuore o al contrario hanno vissuto una situazione di conflitto (gravidanza non desiderata o attesa).

La posizione podalica può essere, al contrario, una reazione del bambino a dei messaggi materni inviati inconsciamente: la paura di perdere il bambino, del parto vaginale, la mancanza di condivisione e di sostegno da parte del partner, le situazioni di conflitto con l’ambiente sociale o di lavoro, la mancanza di comunicazione empatica con chi segue la gravidanza.

Che cosa possiamo fare, quindi, per riportare il bimbo nella posizione migliore per nascere?

Innanzitutto muoverci per tempo: le possibilità che il bambino riesca a girarsi da solo sono più alte entro le 34 settimane di gravidanza.

Se a 30 settimane è ancora podalico è utile contattare un’ostetrica per un colloquio nel quale mettere a fuoco le cause e i relativi interventi utili.

Intanto è importante dedicare del tempo alla coppia, al pancione, cercando di mettersi in ascolto con il bambino.

Un esercizio utile e piacevole è quello della baby meditation: il papà si siede a terra, comodamente appoggiato al muro con dei cuscini  e con le gambe divaricate. La mamma si siede tra le sue gambe e si appoggia con la schiena al suo torace e entrambi mettono le mani sulla pancia. Se vogliono possono chiudere gli occhi e iniziare una respirazione lenta e profonda insieme, rivolgere mentalmente delle domande al bambino e rassicurarlo del loro amore per lui, invitarlo a girarsi nella posizione giusta o parlare tra loro dei sentimenti che provano per l’arrivo di questo bambino, esplicitare gli eventuali conflitti.

Questo esercizio permette una buona comunicazione tra mamma, papà e bambino e distende l’utero, permettendo al bambino di muoversi più agilmente.

Altro buon esercizio è quello del ponte sostenuto: la mamma si distende a terra, punta i piedi sul pavimento e posiziona sotto il bacino una pila di cuscini, in modo da avere il bacino sollevato, più in alto rispetto alle spalle. Mantiene questa posizione per 10 minuti, respirando profondamente, per due volte al giorno, lontano dai pasti per evitare reflusso e acidità di stomaco.

Questo esercizio allontana le natiche del bambino dal bacino della mamma, permettendo la rotazione, e distende la muscolatura dell’utero.

Terminati i 10 minuti, si fa una camminata a gattoni per la stanza molto lentamente, per 5 minuti.

Distende la schiena dopo l’esercizio del ponte e muove il bambino da una parte all’altra, sciogliendo le tensioni muscolari.

 

Il rimedio a cui forse si ricorre più spesso (anche se non sempre è quello giusto) è però la moxibustione o moxa: un rimedio della medicina tradizionale cinese che attraverso il calore generato da un sigaro di Artemisia (una specie di carboncino fatto dalle radici di questa pianta trasformata in lana e pressata), stimola i punti del corpo dai quali si accede ai canali invisibili che trasportano l’energia nel corpo, i meridiani.

Sul mignolo del piede c’è uno dei molti punti che trasporta l’energia all’utero e dà al bambino un’informazione molto chiara sulla direzione che deve prendere, cioè verso il basso.

Questo tipo di pratica richiede un addestramento, cioè si può fare a casa, aiutate dal proprio compagno ma dopo che personale esperto (un moxibustore o un’ostetrica specializzata) ha insegnato alla coppia come utilizzarla; Infatti il sigaro di Artemisia sprigiona molto calore e c’è seriamente il rischio di scottarsi.

 

Potrebbero sembrare superflui ma sono invece fondamentali la danza e il movimento libero e attivo, che si tratti di yoga, di acquaticità o di danza del ventre aiutano lo scarico delle tensioni emotive e fisiche, l’apertura del bacino, smuovono il bambino e danno benessere a entrambi, anzi, a tutti e tre se (benvenga!) partecipa anche il papà.

 

Chiudiamo con un ultimo consiglio e relativo aneddoto: il canto e l’uso della voce  sono strumenti di apertura, producono vibrazioni che il bambino percepisce e hanno il potere di muovere.

Qualche tempo fa, una coppia che aspettava il suo secondo bambino e iniziava a preoccuparsi della presentazione ancora podalica a 30 settimane, dopo un breve momento di canto di coppia tenutosi al corso di preparazione al parto, ci comunicò con gioia che il bambino si era girato!

 

Questo articolo è stato scritto per Naturalmente Mamma da:

 

Cristina Clerici

Ostetrica – Casa Maternità Montallegro

www.casamaternitamontallegro.it

casamaternita.varese@gmail.com

349.5203951

Sono un’ostetrica “di casa”: lavoro con le donne e per le donne nelle loro case e nella Casa Maternità, dove io e le mie colleghe sosteniamo le coppie nel diventare genitori consapevoli e amorevoli; accogliamo i bambini nella nascita e li accompagniamo nella crescita secondo natura. I miei strumenti sono le mani, gli occhi e il cuore, che uso con competenza e professionalità.

 

 

 

 

 

 

 

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